
in breve:
verrà realizzata nel sud della Francia, una centrale sperimentale a fusione nucleare, utilizzata per trarre insegnamenti che porteranno alla costruzione delle centrali a fusione vere e proprie.
nei dettagli:
è stato chiamato progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), è il risultato della collaborazione di Paesi di tutto il mondo (Unione Europea, Cina, Giappone, USA, India, Russia e Corea Del Sud) e porterà alla costruzione e messa in funzione entro il 2016, di una centrale nucleare prototipo a fusione in grado di generare una potenza elettrica di 500 megaWatt in modo “impulsivo” (per circa 7 minuti ogni 30), quindi non adatto alla produzione di energia elettrica.
gli esperimenti fin qui condotti hanno solo dimostrato che a regime di funzionamento, questo tipo di reazione è in grado di produrre più energia di quella assorbita.
il principio di funzionamento è molto semplice e copia la reazione che avviene nelle stelle; a temperature molto elevate, due atomi di idrogeno si “fondono” per diventare uno di elio. nella fusione viene espulso un neutrone ed energia sottoforma di calore che serve a mantenere alta la temperatura per la fusione stessa e a generare indirettamente energia elettrica.
l’ITER è costituito da una camera di fusione in cui il combustibile atomico (composto da una miscela di Deuterio e Trizio (isotopi dell’idrogeno)) viene immesso e portato a temperatura elevatissima per l’innesco della reazione.
il “plasma di fusione” può raggiungere temperatire di 150 milioni di gradi centigradi per cui il “confinamento” è affidato a un potentissimo campo magnetico che mantiene il plasma in forma toroidale.
le scorie radioattive sono costituite da atomi di Trizio (che è radioattivo) e dalle parti del reattore a più stretto contatto con il plasma di fusione. la nota positiva in materia è che le scorie saranno poche come quantità (10 metri cubi in 100 anni di attività), debolmente reattive, e dal decadimento relativamente breve, infatti la struttura del reattore perderebbe radioattività in un centinaio di anni (contro i millenni di quelle a fissione) e il Trizio ha un tempo di dimezzamento di circa 12 anni (contro i millenni delle scorie di fissione).
l’ITER avrà un livello di sicurezza intrinseco in quanto un eventale guasto al sistema di contenimento magnetico causerebbe la dispersione del plasma con conseguente interruzione della reazione, il plasma incandescente verrebbe sicuramente a contatto con l’interno del reattore danneggiandolo ma potrebbe venire a contatto anche con l’acqua provocandone la scissione in idrogeno e ossigeno con possibilità di incendio dell’idrogeno, per questo sono stati studiati adeguati sistemi di sicurezza.
al termine della sperimentazione (circa 2035), i materiali è l’esperienza acquisita dovrebbero essere sufficienti a portare alla costruzione della prima centrale non sperimentale, in cui il funzionamento possa essere continuo e non impulsivo e per cui il Trizio necessario dovrà essere prodotto in loco (in quanto non esistente in natura).

