![]()
in breve:
nell’ambito del progetto Hydrogen Park, l’Enel ha annunciato la realizzazione di una centrale elettrica ad Idrogeno, il combustibile (si spera) del futuro.
nei dettagli:
l’idrogeno è oggetto di studi e di ricerca da molti anni perchè è “quasi” il combustibile ideale, infatti:
• è l’elemento più ABBONDANTE dell’Universo (75%),
• è altamente ENERGETICO, ha un elevato potere calorifico (3 volte quello della benzina),
• è ECOLOGICO, il risultato della combustione è vapore acqueo e solo una piccola quantità di ossidi di azoto (quindi niente anidride carbonica, monossido di carbonio o sostanze inquinanti), mentre se viene utilizzato nelle fuel cell (per produrre energia elettrica) emette solo acqua.
• è INESAURIBILE, il suo utilizzo genera acqua da cui è possibile ricavarlo di nuovo.
• è VERSATILE, può essere usato per produrre energia elettrica, per trazione, per sistemi di riscaldamento e condizionamento
di contro, l’idrogeno non si trova allo stato puro, perchè è fortemente volatile ed infiammabile. esso si ricava per la maggior parte per gassificazione del carbone e per il resto da elettrolisi dell’acqua, quindi per produrlo è necessaria energia. dato che questa energia è in larga parte prodotta utilizzando combustibili fossili, la definizione di “combustibile” risulta inappropriata e pertanto si parla più di “vettore energetico” (la definizione di combustibile è valida tuttavia, relativamente al suo utilizzo in future centrali a fusione nucleare).
le cose potrebbero andare diversamente in futuro, quando si potranno realizzare impianti di elettrolisi alimentati direttamente da energia rinnovabile (eolica, fotovoltaica, geotermica ecc), oppure quando saranno disponibili nuove tecnologie di produzione ora in fase di studio e sviluppo, tra cui la biofotolisi e la biofermentazione. nella biofotolisi una microalga (ad esempio la Chlamydomonas Reinhardtii) utilizza la luce come fonte di energia per produrre idrogeno dall’acqua. nella biofermentazione alcuni tipi di batteri rossi riescono ad estrarre l’idrogeno dalla materia organica.
Venezia è un luogo geograficamente strategico per l’idrogeno in quanto in questa zona ne vengono prodotte circa 6.000 tonnellate all’anno (il 40% della produzione italiana), e si stima che le vicine centrali a carbone (di Fusina e di Porto Marghera) siano in grado di produrne (per gassificazione del carbone) altre 5.000 tonnellate, per un totale di 11.000 tonnellate all’anno.
tale quantità sarebbe sufficiente ad alimentare gli autobus urbani ed extraurbani di Venezia, o ad alimentare automobili per una percorrenza totale di 150.000.000 di km (15.000 auto a 10.000 km/anno). si potrebbero alimentare i vaporetti, senza produrre inquinamento e in modo silenzioso, creare sistemi di riscaldamento/condizionamento o distribuire l’idrogeno a piccoli impianti di microgenerazione in zona, tipo condomini, ospedali, centri commerciali.
sicuramente comunque parte dell’idrogeno sarà destinato alla centrale elettrica in realizzazione a Fusina, un impianto da 12 MW che potrà lavorare con miscele idrogeno-metano (Hymix) o con idrogeno puro, con rendimenti fino al 98%.

