
in breve:
la Commissione ITRE del Parlamento Europeo ha recentemente bocciato l’emendamento volto a promuovere il nucleare come fonte a bassa emissione di carbonio. l’EuroParlamento ha inoltre fissato obiettivi anche per quanto riguarda i biocarburanti.
nei dettagli:
come già accennato, sul nucleare la ITRE (committee on IndusTry, Research and Energy) ha respinto l’emendamento del PPE che intendeva promuovere lo sviluppo dell’energia nucleare inserendola tra le fonti rinnovabili (27 voti contro, 22 a favore).
in Europa l’energia eolica (tra le risorse rinnovabili più concrete) è già in grado di fornire una discreta quota del fabbisogno elettrico complessivo ed è in forte sviluppo, specialmente per quanto riguarda l’eolico offshore, a questo proposito il relatore della UE, Claude Turmes dei Verdi ha sottolineato come il megaprogetto eolico offshore del Mare Del Nord fornirà l’energia elettrica equivalente di oltre 60 centrali nucleari (68,4 GWp, circa metà di tutta l’energia nucleare prodotta attualmente in Europa).
per gli amanti dei numeri:
• la capacità eolica europea è attualmente 56 GW, quella mondiale 94 GW
• la capacità nucleare europea è di circa 130 GW, quella mondiale 370 GW
• in Europa il nucleare fornisce il 17% dell’energia elettrica totale, quella eolica il 7%
• sempre in Europa, dal 2000 al 2007 la nucleare è sostanzialmente ferma (+ 1 GW), l’eolica è cresciuta di 5 volte (da 9 a 56 GW)
in questo quadro non si capisce come il Governo italiano si concentri sul ritorno al nucleare (per di più con tempi piuttosto lunghi), invece di dare spinta alle fonti rinnovabili che potrebbero far rientrare (almeno in parte) l’Italia nei limiti di emissioni di CO2 prefissati (lo sforamento costerà al contribuente circa 13 miliardi di euro!!!!). oltretutto il nucleare non è l’unica soluzione, come si profetizza, nel mondo sono in funzione 437 centrali nucleari che producono solo il 6% dell’energia totale (per cui ben il 94% dell’energia viene prodotta con altri sistemi).
il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sottolinea che l’Italia non ha giacimenti di uranio, per cui dipenderebbe da altri Paesi anche per questo (oltre che per il petrolio) e che non solo non ci sono Stati che spingono sul nucleare, ma Germania e Spagna hanno già delineato linee di disimpegno dalle centrali atomiche, non a caso, visto che sono ai primi 2-3 posti per produzione di energia eolica e di energia fotovoltaica.
in materia di biocarburanti l’Unione Europea ha stabilito che dovranno derivare sempre meno da materie prime agricole e dovranno essere prodotti utilizzando energia ricavata da fonti rinnovabili. la Commissione Itre ha prefissato che entro il 2020 il 10% dei carburanti dovrà essere di tipo bio, con obiettivo intermedio del 5% entro il 2015 mentre l’efficienza dovrà salire dal 35 al 45%. la UE si riserverà il diritto di sanzionare i Paesi che non rispetteranno questi piani.

