
in breve:
la UE ha deciso di abolire le lampade ad incandescenza a partire dal 2010, la decisione coinvolgerà i 500 milioni di cittadini europei. l’utilizzo di lampade più efficienti dovrebbe tagliare i consumi elettrici relativi del 60 %.
nei dettagli:
le tecnologie alternative all’illuminazione a incandescenza ci sono già e si chiamano: neon, fluorescenti compatte, LED e OLED. il mercato dei neon è più che maturo, quello delle fluorescenti compatte è in forte crescita così come quello delle lampade a LED, anche se il vero futuro sembra essere la tecnologia OLED (Organic LED).
nonostante i costi delle lampade a basso consumo siano più alti e sebbene nel caso delle fluorescenti, lo smaltimento sia complicato e delicato, la scelta di abolire le lampadine tradizionali è un passo obbligato. le lampade ad incandescenza consumano infatti da 3 a 5 volte di più e durano anche molto meno. la vita di una lampada a LED ad esempio è stimata in 50-80 mila ore, contro le appena 1.000 di una lampada ad incandescenza. il maggior costo è quindi ben compensato nel medio lungo-periodo.
oltre al risparmio energetico, l’adozione di lampade a basso consumo porterebbe ad una riduzione di anidride carbonica immessa in atmosfera fino a 30 milioni di tonnellate l’anno.
l’Australia è stata il primo paese a mettere al bando le lampade tradizionali (sempre dal 2010), gli USA invece seguiranno solo tra il 2012 e il 2014 (in Italia, la Legge Finanziaria 2008 le aveva già bandite a partire dal 2011).

