
in breve:
secondo GreenPeace ed EREC (European Renewable Energy Council) entro il 2050, il 77 % dell’elettricità sarà prodotta da fonti rinnovabili: energia eolica, fotovoltaica, idroelettrica, geotermia, moto ondoso, correnti marine …
nei dettagli:
il direttore di EREC Oliver Schafer, ha dichiarato che il mercato globale delle fonti rinnovabili potrebbe crescere a tassi a due cifre fino al 2050, raggiungendo i 9.100 GW di potenza (e una produzione annua di 28.600 TWh) e superando perfino le dimensioni del mercato attuale delle fonti fossili. ad oggi il mercato delle rinnovabili vale 70 miliardi di dollari all’anno, e raddoppia ogni tre anni.
in questo scenario di forte instabilità economica, la “Rivoluzione Energetica” sarebbe 3 volte vincente, vincente per la sicurezza (e l’indipendenza) energetica, vincente per l’economia (per le ricadute occupazionali), vincente per il clima (e l’ambiente).
a livello di costi, l’eolico è già competitivo con le fonti tradizionali, mentre dal 2015 le fonti rinnovabili in genere saranno economicamente più vantaggiose.
sempre secondo Schafer, non ci sono limiti tecnici e tecnologici all’inizio della rivoluzione energetica “Verde”, al limite esistono barriere politiche, probabilmente in riferimento alla polemica tra il governo italiano e l’Unione Europea in merito alla direttiva “20-20-20″.
il governo sostiene che la lotta ai cambiamenti climatici costerebbe all’Italia tra 18 e 25 miliardi di euro all’anno, per questo il Commissario UE all’Ambiente Dimas si è detto “allibito”, secondo la UE infatti i costi sarebbero esattamente metà in virtù dei meccanismi flessibili. inoltre, come spiega Edoardo Zanchini di Legambiente, l’Italia risparmierebbe 7,6 miliardi l’anno sulle importazioni di idrocarburi e 0,9 miliardi di euro di costi per contrastare l’inquinamento.
secondo il WWF infine, l’obiettivo dell’UE di tagliare del 20% i gas serra entro il 2020, farebbe risparmiare 51 miliardi di euro all’anno in spese per la salute, tagliarle del 30% farebbe invece risparmiare 76 miliardi di euro. i 51 e i 76 miliardi di euro sarebbero risparmiati in cure medico-ospedaliere e giorni lavorativi persi.
secondo la Commissione Europea, ogni anno l’inquinamento causa nell’UE quasi 370.000 morti.

