
in breve:
in Italia sono passate da poco le 5 del mattino quando la CNN assegna gli stati della costa ovest degli Stati Uniti al candidato Barack Obama. con i voti corrispondenti il senatore dell’Illinois supera la quota di Grandi Elettori che gli apre le porte della Casa Bianca, a Grant Park (Chicago) si sente il boato dei 200 mila che attendevano questo momento da mesi.
nei dettagli:
alle 5e45 italiane, John McCain telefona ad Obama per congratularsi per la vittoria, un quarto d’ora dopo, Mr President si presenta alla folla di Grant Park per il discorso di rito. alla fine il Partito Democratico ottiene 364 Collegi elettorali, il Partito Repubblicano di McCain appena 162.
Barack Obama è il primo Presidente afro-americano degli USA, il 44esimo della storia. 47 anni, di padre kenyota e madre americana del Kansas, Obama ha conquistato stati tradizionalmente repubblicani come Ohio, Florida, Virginia, Iowa, New Mexico, Nevada e Colorado. lui e il suo staff si insedieranno alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.
nel congratularsi con il nuovo Presidente, il Segretario Generale Dell’ONU Ban Ki-moon ha detto che l’elezione di Obama offre “un’opportunità storica” per l’apertura di una nuova era di collaborazione e multilateralismo. altre congratulazioni sono arrivate dai leader di stato e di governo di tutto il mondo, tra le altre, quella del Presidente della Commissione Europea Barroso che auspica un grande impegno nella lotta ai cambiamenti climatici.
Barack Obama non è stato solo il candidato Presidente, dotato di un carisma personale travolgente, ha cercato (ed ottenuto) voti con gli sms e con internet, ha portato al voto milioni di giovani, di neri e di ispanici, è un fenomeno mediatico senza precedenti, lo si può riassumere (perlomeno tentare) con una sua frase: “One Voice Can Change The World”.

