
in breve:
i ricercatori dell’Università di Reno (Nevada) hanno scoperto che dal caffè esausto potrebbe essere ricavato del biodiesel economico e abbondante, i loro studi sono stati pubblicati nel “Giornale di Agricoltura e Chimica Alimentare” dell’American Chemical Society.
nei dettagli:
l’equipe di scienziati ha constatato che nel caffè “utilizzato” è presente una quantità di olio che varia tra il 10 e il 20% circa (in peso), più o meno la stessa percentuale che si trova in altre fonti di biogasolio come la colza, la palma e la soia. i ricercatori hanno prima estratto l’olio dal caffè esausto e l’hanno quindi convertito in biodiesel.
il biodiesel da caffè è chimicamente molto stabile (per la notevole presenza di antiossidanti) ed ha l’odore di Java (un caffè originario dell’isola omonima). il residuo della conversione può inoltre essere utilizzato a sua volta per produrre etanolo o come compost.
nel mondo, ogni anno vengono prodotti circa 7 milioni di tonnellate di caffè e i residui vengono per la maggior parte buttati nella spazzatura, mentre convertiti in biodiesel potrebbero divenire 1,2 miliardi di litri di combustibile (che corrispondono al consumo annuo di 1,7 milioni di auto che percorrono 15.000 km di media) e generare profitti per 8 milioni di dollari l’anno (solo considerando gli USA).
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